Internet: dove non spendere i soldi

30 04 2012

di 

Dove non spendere i soldi quando si investe nel web. Sfrutto l’ispirazione della brava Alessandra nel suo libro di Natale, a sua volta ispirata da John Jantsch, inserendo i miei commenti in merito e aggiungendo qualche suggerimento mio.

Ci sono cose che non vale la pena pagare e che occorre ricordare:

  • La pubblicità non tracciabile. Internet è prima di tutto tracciabilità di come si muovo gli utenti. In modo preciso, molto preciso, preciso come non è mai stato dall’origine dei tempi. Imparare a definire KPI su cui valutare le campagne di web advertising è il bello del web. Non utilizzarlo è masochistico, poco producente, inutile. Siete giustificati solo se avete un impero editoriale basato su carta e media tradizionali che il carma tracciabilità sta progressivamente facendo affondare. Conversione è il dictat, ROI il caposaldo, risultati tangibili l’ergo sum sono i pilastri per ogni web media planner che si rispetti (come per i supereroi dello Studio). Nel calderone delle pubblicità non tracciate vi sono tipicamente portali (da Pagine Gialle al sito privato directory locale), DEM incontrollate, display su piattaforme proprietarie dell’editore, iniziative social).
  • Referenze e segnalazioni. Basta mettere la marketta alla base della segnalazione.  Se uno lavora bene o ci faccio sopra una accordo commerciale come partner, o se la segnalazione è occasionale accontentiamoci del semplice “dare per avere”. Poi se le cose funzionano, sta a chi ha ricevuto il segnalato dare il suo grazie adeguato a chi ha segnalato. E’ per questo che, ad esempio, sui servizi non di core dello Studio segnaliamo partner o agenzie meglio strutturate senza troppi problemi ai clienti (cambiandole senza problemi quando qualcuno lavora meglio). Ed è per questo che Yahoo! quando ancora credeva di saper fare pay per click mi ha fatto sorridere alla proposta di darci grosse provvigioni in cambio di clienti che investivano sul loro circuito.
  • Recensioni finte. Si capiscono subito. E se son fatte da professionisti comunque hanno le gambe corte e la bagarre che possono scatenare è spesso devastante. Evito ad esempio di citare quell’hotel che per Natale mi ha inviato gli auguri e un buono da 15 Euro da spendere al loro bar a seguito di una recensione positiva su tripadvisor. Solo per questo lo stimo gia meno e son tentato di segnalarlo negativamente… Pensate a fare cose belle e utili. O a capire cosa si aspettano i vostri clienti (ma va?). Le recensioni pioveranno a bizzeffe.
  • Link Building. Se devo pagare link per posizionarmi su Google sono gia messo male. Non ho value proposition. Ho concorrenti devastanti. Non merito il posto dove vorrei piazzarmi. Tenendo conto del fatto che oramai Google ha una ottima intelligence per identificare i link buoni da quelli meno, se abbiamo soldi da spendere invece di rischiare il ban per azioni borderline, impariamo a fare PR online o a fare in modo che il link arrivino spontanei dagli utenti. Lo so, costa fatica e tempo, ma fidatevi, lavorare significa anche faticare.
  •  Liste indirizzi email. Odio chi vende DB di email spesso non autorizzate. Sforziamoci di creare amore nelle nostre relazioni e nel costruire campagne di lead generation, e scopriremo che la gente ce lo da volentieri il suo indirizzo, e che i nostri 5mila profili rendono molto ma molto molto di più di quei 500mila comprati dal fornitore spesso a buon prezzo. Evitando anche conseguenze spesso non previste: sputtanamento del brand, pubblicità negativa soprattutto sui social media, denunce, posizionamento nelle liste di spam dei server, risultati scadenti.
  • CMS proprietari. Nell’80% dei casi non servono agli scopi del progetto ma creano poco utile dipendenza con l’agenzia web con cui si lavora quando va bene; investimenti inutili e “personalizzazioni” costose (anche per cose comuni) quando va male; rifare tutto nel caso di migrazione agenzia (cosa che è sempre più una regola che un’eccezione oggi).
  • Stagisti. Qual’è il vostro bene più prezioso? Voi stessi. O meglio, quello che la gente sa di voi, dei vostri prodotti o dei vostri servizi. Quello che la gente sa deriva dal vostro modo di comunicare, di creare relazioni, contenuti, argomenti, che nel web oggi vuol dire post sul blog, contenuti sul sito, facebook, twitter… Sicuri che la persona migliore a cui affidarle il vostro bene più prezioso sia uno stagista o lo stagista dell’agenzia che deve farvi il prezzo stracciato?
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Smartphone – Infografica

27 04 2012

Smartphone penetration

An Infographic Look at Smartphone Penetration by Infographiclabs





LinkedIn Analysis – Infografica

23 04 2012

How LinkedIn Works

How LinkedIn Works by Infographiclabs





5 Tips to Promote Your Company on Pinterest

19 04 2012
 by 

Pinterest Logo

Facebook and Twitter have a serious competition in the form of Pinterest. The new social network site has had an amazing growth from the start and got eleven million hits in just 1 month! Many businesses around the world are using Pinterest today to attract the attention of Pinterest users and also to build traffic to their company pages. It is said that Pinterest can drive more traffic to your website than Facebook. So what is Pinterest? And how can you use its features for the advantage of your business?

Pinterest is a social sharing site. It uses a virtual pin board theme where you can pin images, videos and other content that you would like to share with other users.  It is easier for product based companies to use Pinterest than service based ones as the site is based heavily on image sharing. But many service companies are finding ways to use Pinterest for promotion.

Tips to use Pinterest for Business

Here are 5 tips that you can make use of while promoting your company on Pinterest.

#1 Content

Pinterest has some rules and guidelines regarding self promotion. So go through “Pinterest Etiquettes” before creating your company page. Make sure that the content you are sharing has relevance to your company’s products or services. One thing that you should keep in mind is that Pinterest is not a market place and the users aren’t there to buy products, so don’t try too hard to sell your products there.

#2 Interaction

One more important thing to do is to interact with your customers.  You can create some contests and provide some giveaways to the winners to engage them just like you use apps on Facebook. You can later pin the images of winners on your page and share it with the world, which by itself can be a very effective tool for promotion.

#3 Followers

Just like in Twitter or Facebook, in Pinterest too followers are to be given importance. You can pin your followers’ images like you RT your followers’ tweets on Twitter. Whatever you do, make sure that Pinterest is based on users’ lifestyles and all that you do must conform to their lifestyles.

#4 Creativity

Use your imagination to create promotion based content for your brand. Creative promotional activities will definitely attract users. “Gifts” section of Pinterest can be leveraged to your advantage if you know how to be creative with it. Pinterest allows you to put price tag on the “gift” you have pinned.

#5 Follow other brands

Like you follow big brands on Facebook and Twitter, use Pinterest to follow good brands too. Follow your followers to gain their attention. Whatever you do, it all boils down to one interest – Networking. Building network can provide you many benefits.

These are the five tips you can use to promote your brand on Pinterest. SEO experts are sure to find many other ways to build traffic to your websites with Pinterest. Developments will happen over time which can be beneficial to both individual users and businesses.





What is Pinterest? – Infografica

18 04 2012

pinterest-2012-infographic

Pinterest – The Social Media Darling Of 2012: Infographic by Infographiclabs





Twitter 2012 – Infografica

16 04 2012

Facebook 2012

Twitter 2012: The Freshest Statistics on the King of Microblogging Services by Infographiclabs





La social-invasion di Google nelle SERP dei personal brand

13 04 2012
by Monica Incerti
L’invasione delle SERP di Google ad opera dei Social Network: una ricerca di Conductor dimostra il loro peso per le ricerche sui Personal Brand.

Sappiamo già molto bene quanto i social network stiano invadendo ogni ambito della nostra società, dal lavoro alla politica, dalla pubblicità alla scienza. Ma riusciamo a immaginare quale sia il peso che il più grande colosso della ricerca sul web, Google, assegna ai risultati provenienti da piattaforme social? E soprattutto, ha senso dare per scontato che tra i primi risultati troveremo Google+?

Per farci un’idea dell’importanza che Big G assegna ai Social e con che priorità indicizza le differenti piattaforme (tanto da aver aggiunto interessanti funzioni di monitoraggio social ad Analytics) , può essere utile analizzare una ricerca realizzata di recente da Conductor(azienda specializzata in tecnologie per il SEO) sulle query riguardanti la sfera del Personal Branding. Nello specifico, l’azienda ha utilizzato i nominativi di poco meno di 500 tra i blogger più influenti del web, una lista denominata Tech News People, ricavata da un elenco pubblico di Robert Scoble su Twitter (per chi non lo conoscesse, uno dei blogger più importanti al mondo per quanto riguarda applicazioni web 2.0), e ha lanciato tale lista sulla sua piattaforma SEO Searchlight.

Scopri come crearlo in pochi minuti Effettua subito una prova gratuita!

 

Ecco i risultati della ricerca:

La social-invasion delle SERP di Google per i personal brand

Dal grafico notiamo che:

  • Twitter è il più presente in SERP e anche il meglio posizionato: nel 91% dei casi c’è un riferimento all’account Twitter nei primi 10 risultati di Google, e nel 62% il link è nei primi 3 posti della SERP.
  • LinkedIn si piazza in seconda posizione, e supera Facebook sia a livello di presenza assoluta (67% contro 52%) che di posizionamento. Facebook infatti esce tra i primi 3 posti solo nell’8% dei casi.
  • Facebook conquista il terzo posto con un 52% dei risultati, ma con una bassa percentuale di posizionamento tra i primi tre risultati (solo l’8%, che per la popolarità di Facebook è molto poco).
  • Quora si posiziona al quarto posto, risultato molto interessante se si considera che supera lo stesso Google+ di 4 punti percentuali, e che nel 36% dei casi esce tra i primi tre risultati.
  • Google+, come Facebook, ha un bassissima presenza nella “top 3″ delle SERP del motore di ricerca (solo il 5%, contro il 36% di Quora), e si classifica al quinto posto. Dunque non era così scontata una sua predominanza in SERP.
  • Youtube sfiora il 30% dei risultati entro le prime dieci pagine di Google, con una presenza notevole dalla quarta posizione in poi.
  • The last but not the least – è il caso di dirlo – MySpace. Ormai considerato da tutti un social-zombie, MySpace è invece presente in quasi 1/5 dei primi dieci risultati di Google.

Assente illustre in questa ricerca è Pinterest, il social più in voga del momento, che sembra non comparire mai nei primi 10 risultati per ricerche relative ai personal brand.