Facebook sta uccidendo il web?

30 09 2010
by http://lucadelladora.com

Era inevitabile che accadesse, ed ora il momento è maturo: dopo anni di evoluzione, di cambiamenti e di adattamenti, la rete – il web – per come lo conoscevamo – sta morendo. Attenzione, il web, non internet – come sentenzia Wired.com di questo mese – già perché internet è il mezzo, lo strumento che ha portato una rivoluzione in ogni ambito possibile ed immaginabile della nostra vita, il web è il modo in cui ne abbiamo fruito – fino a ieri.

Pensateci un secondo: ormai la stragrande maggioranza delle azioni che compiamo sono legate ad un’applicazione, non ad una ricerca sul web. Forse la pubblicità in cui Apple ci ricorda che“Con iPhone c’è un’App per tutto” non è così lontana dal volerci ricordare che quello sarà il futuro. Ma non facciamoci ingannare, non associamo il concetto di applicazione soltanto a quelle che istintivamente riteniamo tali: mail, Twitter, Facebook, RSS Reader, ma anche Skype, MSN o quant’altro, sono tutte applicazioni.

Ci siamo abituati a legare ogni azione a uno strumento specifico: è normale, è più comodo, è più veloce e l’evoluzione passa attraverso innovazioni che agevolano le cose, non che le complicano. Appunto, è normale. Ci stiamo abituando a tutto questo anche per un’altra ragione – collegata e complementare – ed è l’impressionante rapidità con cui la diffusione degli smartphone sta superando quella dei “normali” telefoni cellulari (Nielsen prevede che in Italia il sorpasso dei primi avverrà entro il 2012).

Se pensiamo poi che – secondo Morgan Stanley (report, 671 slide!) – entro 5 anni gli accessi online avverranno per la maggior parte attraverso device mobile piuttosto che tramite desktop, capiamo che il fatto di legare la nostra esperienza online ad apparecchi con display di dimensioni ridotte – o comunque inferiori a quelle di un computer tradizionale – diventi un’esigenza:le applicazioni sono appositamente studiate per schermi più piccoli e sono interamente dedicate all’azione da compiere (quanti di voi sarebbero felici di usare Twitter via web piuttosto che via Twitterrific, Tweetdeck o altro sullo schermo di un iPhone?).

E dopo questa doverosa (…magari un po’ lunga) premessa veniamo al punto: l’applicazione che negli ultimi 10 anni ha maggiormente cambiato le abitudini di milioni di persone è FacebookFacebook. E pensateci, più Facebook diventa parte delle nostre vite, delle nostre relazioni, ma anche del nostro business, più il legame con Facebook si fortifica, genera un vero e proprio fenomeno dilock-in tra noi e la creatura di Zuckerberg.

Tutto questo si ripercuote inevitabilmente anche – e soprattutto – su chi online ha investito per garantirsi una presenza (in una prima fase), una visibilità (qualche anno più tardi), un’interazione(un po’ più recentemente) e un rapporto (fino a qualche anno fa) con i propri consumatori – acquisiti o prospect – attraverso un sito web.


Bene. La brutta notizia per tutti quelli di cui sopra è che sembra proprio che i vostri siti rischino di diventare dei – bellissimi – orpelli di cui potreste quasi fare a meno.
La bella notizia è che non è esattamente così, almeno, non lo è per tutti, ma soprattutto c’è tutto il tempo di rimediare – fermandosi un attimo a pensare come investire i prossimi budget.

Ma partiamo da quello che non va. Anzi prima di tutto date un’occhiata all’immagine di seguito – rappresenta le prime 10 Facebook Page per numero di Like:

Impressionante. Impressionante soprattutto se confrontiamo alcuni numeri con gli accessi ai siti “tradizionali” degli stessi brand, per farvi un’idea: Kraft Foods’ Oreo ha circa 8.7 milioni di Like su Facebook, con circa 71.000 nuove adesioni al giorno…e il sito? Beh, il sito è passato da 1 milione e 200 mila visite di Luglio 2009 a poco più di 320 mila dello stesso mese del 2010. Ma sarà un caso no? Mi sa di no. Coca Cola, ad esempio, ha 11 milioni di Like su Facebook…ma a Luglio le visite sul suo sito sono state appena 240.000 (– 42% in meno dell’anno scorso).

E sembra anche che Coca Cola abbia deciso di assecondare il comportamento dei suoi consumatori: digitando www.vitaminwater.com (Vitamin Water è di proprietà di Coca Cola Company) si viene rimandati direttamente alla Facebook Page. Come a dire “il sito non ci serve, però ci piacerebbe parlare con voi“.

Insomma, non mi pare esagerato definire – oggi – Facebook come il più grande strumento di relationship-marketing a disposizione di brand e agenzie (citando Jack Neff di Advertising Age).
Prima parlavo di fenomeno di lock-in tra gli utenti e Facebook, ma il lock-in è presente – e forse ancora più forte – anche con i brand: una Facebook Page può essere per molti aspetti considerata un “owned media” quando nella realtà dei fatti non lo è assolutamente perché non è posseduta da nessuno se non da Zuckerberg; il fatto che le aziende necessitino di essere presenti, che basino molti programmi di CRM proprio su questo canale e che, in fondo, Facebook fornisce gratuitamente statistiche sui loro consumatori, le rende ogni giorno più dipendenti dal canale.

Ma questo legame – e quei numeri così drammatici – significa veramente che non c’è più bisogno dei siti web come li intendiamo oggi? È ipotizzabile un futuro prossimo in cui tutti i brand comunicheranno solo ed esclusivamente attraverso Facebook – magari integrando la propria attività con altri canali (FlickrFlickr e Youtbe per mostrare i prodotti, TwitterTwitter per fare CRM e comunicare le ultime promozioni, FoursquareFoursquare per premiare i clienti più fedeli, e via così)?

Io credo di no. Perché – se è vero che Facebook ha potenzialmente 500+ milioni di persone a cui posso rivolgere il mio messaggio – segmentandolo, che è perfetto per strategie che coinvolganogli individui e che chiunque può accedervi e promuovere la propria attività, è anche vero chedeterminati contenuti vivono – e vivranno sempre – meglio se ospitati in contenitori creati ad hoc.

Questo non significa che penso si debba cercare di mantenere inalterato lo status quo. Al contrario.Credo che la soluzione sia quella di integrare quanto più – e meglio – possibile questi “due mondi”: è importante pensare qual è l’obiettivo che ci siamo posti, e quali sono gli strumenti migliori per raggiungerlo. I siti web dovranno sempre più ripensare la loro funzione, dovranno sapersi ritagliare un ruolo ed essere sviluppati solo nel caso se ne presenti l’effettiva necessità – fare il contrario significherebbe aver speso un sacco di soldi a vuoto: magari avendoli investiti in conversazioni con i miei consumatori avrei capito qualcosa in più.

Insomma, “content is the king” continua a essere il mio credo.

Annunci




Burberry Customers to Shop via In-Store iPads Following Today’s Runway Show

28 09 2010

by  Lauren Indvik / mashable.com

At 11 p.m. ET on Tuesday, Burberry will stage its Spring/Summer 2011 show for its high-end womenswear line at London Fashion Week. But the physical catwalk is just one part of this year’s show. In addition to live-streaming the event on its website and making a select number of pieces available for purchase immediately afterward (which the company has been doing since its Fall 2010 show in February 2010), Burberry has also invited customers into 25 of its flagship stores (in 16 countries, no less) to watch the event live via 3×3-meter HD screens. Following the live-stream, employees will distribute iPads to participants so that they can browse and purchase many of the items they’ve just seen via a custom-built app. Orders will be delivered in roughly seven weeks — i.e., several months before the rest of the collection will be available online and in retail stores. The initiative cleverly bridges the gap between the online and retail shopping experiences. Although customers will not be able to examine and try on the garments and accessories in the collection, they will have access to employee advice and assistance, among other benefits — such as “the clothes, the music, the energy and the atmosphere,” Burberry Chief Creative Office Christopher Bailey said in a statement. Undoubtedly, the company’s existing customer base will be more responsive to an invitation for an in-store event, rather than a prompt to log on to Burberry.com to watch the show online, as well. What do you think of the concept? How else can fashion brands use digital technology to make Fashion Week more of a consumer-facing event, and/or bridge the gap between online and retail shopping experiences?





Facebook perde utenti in Italia ?

24 09 2010
Di Vincos

L’ultima rilevazione dell’ Osservatorio Facebook in Italia rivela un dato sorprendente: un evidente calo degli utenti italiani. Ad oggi gli italiani su Facebook risultano essere 16.707.000 mentre un mese fa erano 16.858.000, oltre centomila in meno.

Questo cambiamento potrebbe, in realtà, essere determinato da una pulizia del database alla caccia di utenti fasulli o, più probabilmente, potrebbe addebitarsi ad una non corretta esposizione dei dati da parte del tool di advertising. Se così non fosse sarebbe interessante capirne le motivazioni.





Cinque cose da sapere sul nuovo Twitter

22 09 2010
Di Andrea Contino

Cinque cose da sapere sul nuovo Twitter

A new, re-engineered Twitter.com”, viene presentato così sul blog ufficiale quello che tra qualche settimana gli utenti di Twitter potranno assaporare accedendo all’interfaccia principale del Social Network. Ma guai a chiamarlo così.

Come dice Kevin Thau, (Twitter’s VP for business and corporate development) Twitter è per le news, è il luogo del contenuto, il luogo per l’informazione. La novità più importante, che già rumoreggiava in Rete da qualche giorno, riguarda la possibilità di vedere già integrati nella timeline oggetti multimediali come immagini e video e creare una discussione attorno a questi tweet. Un po’ come accade già oggi su FriendFeed, ma con un’interfaccia decisamente più minimal.

Ci si chiede se le cosiddette terze parti, ovvero tutti quelle aziende che sviluppano software a contorno di Twitter, debbano preoccuparsi o meno, in quanto ci saranno delle opzioni oggi disponibili tra i più comuni client online e desktop che utilizzano le sue API. Staremo a vedere. Di seguito l’elenco delle principali novità implementate a cui potrete assistere e subito dopo un breve video che ne illustra le potenzialità:

  1. Un nuovo design. Il sito presenta una timeline molto più chiara con un pannello che comparirà sulla destra per mostrare i contenuti multimediali. Introdotto lo scroll infinito per vedere tutti i tweet precedenti con il solo tocco della rotella del mouse.
  2. Media. Sarà molto più semplice eseguire l’embedding di foto e video, grazie alle partnership strette con DailyBooth, DeviantART, Etsy, Flickr, Justin.TV, Kickstarter, Kiva, Photozou, Plixi, Twitgoo, TwitPic, TwitVid, USTREAM, Vimeo, yfrog, e YouTube.
  3. Contenuto collegato. Quando si clicca su un tweet, comparirà un pannello con informazioni aggiuntive legate all’autore o all’oggetto del tweet. Si potranno visualizzare le risposte date al tweet, altri tweet da quello stesso utente, la mappa del tweet geotaggato e molto altro.
  4. Mini profile. Cliccando sul nome account si visualizzeranno più facilmente le bio e i tweet più recenti.
  5. Velocità. Verranno introdotte una serie di shorcut a tastiera per essere ancora più veloci.




Rapida ascesa dei mercati pubblicitari

21 09 2010
by Ippogrifo

L’agenzia di comunicazione Carat, la più grande agenzia specialista di comunicazione indipendente al mondo, ha pubblicato le previsioni aggiornate per la spesa pubblicitaria globale nel 2010 e nel 2011, esse sono un’ulteriore prova di una crescita dei mercati pubblicitari.
Le prospettive vedono un aumento della spesa globale attestato al 3.9%, un rialzo maggiore di 1.0 punto percentuale rispetto al 2.9% previsto nel marzo 2010; forze trainanti di questo trend positivo sono i mercati pubblicitari degli USA con un progresso maggiore rispetto alle attese), Asia – Pacifica(caratterizzati da una robusta e costante crescita) e America Latina.
La crescita prevista, tuttavia, è debole in quanto reduce dal forte calo di spesa del 2009.

I dati mostrano i principali mercati che continuano il processo di stabilizzazione.
crescita-a-prezzi-correnti

Le aspettative per il 2010:
•    Stati Uniti: + 1.1% nel 2010, con moderata continua crescita nel 2011 del 1,7%
•   Canada: + 3.6%, l’economia è ora in pieno recupero, l’effetto delle Olimpiadi invernali ha contribuito ad alimentare il mercato pubblicitario canadese che per il 2011 prevede un successivo incremento del 4.5%
•    America Latina: + 11.2%, su tutti si apprezza l’importante crescita del Brasile (12.7%)
•    Europa occidentale: + 1.3%trainata dal Regno Unito (3.5%), Francia (2.9%) e Italia (1.5%). A seguito della riduzione di spesa registrata nel 2009, nel 2010 ci si aspetta una crescita positiva per la maggior parte dei mercati, ad eccezione della Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna
•    Europa centrale e orientale: + 5%, la crescita è stata prevalentemente guidata dalla Russia (10,8 %)
•    Asia – Pacifica: 8,2%spinta principalmente dai miglioramenti di Cina (16.8%) e Australia (7.5%)
Previsioni globali per categoria

Tutti i media dovrebbero tornare a crescere, ad eccezione del settore dei quotidiani e delle riviste:
•    Internet: la previsione di spesa è in crescita, + 13.5% e nel 2011 12.3%
•    TV+ 6.3% nel 2010 e 6.2% nel 2011, seguita da radio e cinema
•    Quotidiani: si prevede un calo della pubblicità del 3.2%

crescita-annuale-globale

Online
la pubblicità continua a catturare una quota crescente dei media e si prevede di raggiungere un rialzo dell’ 11.3% nel 2010 e 12.1% nel 2011, diventando il mezzo più popolare dietro TV e quotidiani.

spesa-pubblicitaria-globale

TV: conserva tuttavia la sua posizione come il media più popolare , rappresentando il 44,8% di spesa pubblicitaria. Tale livello dovrebbe aumentare al 45,4% nel 2011.

Jerry Buhlmann, amministratore delegato di Aegis Group plc, ha commentato i dati della ricerca:
“Mentre tutti i principali mercati stanno mostrando segni di stabilizzazione, una crescita maggiore alle attese è prevista negli USA, in Asia – Pacifica e America LatinaL’Europa occidentale procede a rilento, ed è appesantita da Germania e Spagna che restano in negativo.
Nel complesso dalle previsioni si può scorgere un segnale incoraggiante.”





Cresce l’utilizzo dei social network da parte degli ultra cinquantenni

20 09 2010
Di Vincos.it

Nell’aprile 2009 solo il 22% degli ultra cinquantenni statunitensi usava i social network. In un anno la percentuale è quasi raddoppiata arrivando al 42%. Nello stesso periodo l’utilizzo tra gli ultra 65enni è crescuto dal 13% to 26%. E’ quanto emerge da una survey del prestigioso PEW Internet che evidenzia un cambiamento deciso nelle abitudini di comunicazione, anche se l’email rimane ancora il mezzo principale per rimanere in contatto attraverso la rete.

Ancora più interessante è che il 20% degli adulti con età compresa tra 50 e 65 anni usa i social network quotidianamente. Mentre tale percentuale scende al 13% per gli ultra 65enni.

Mi sembra un trend interessante foriero di impatti inediti sulla società e che probabilmente non tarderà a manifestarsi anche in Europa.





Facebook raggiunge 500 milioni di utenti e punta all’Asia e all’Africa

17 09 2010
Di  Vicos.it

A 5 anni e mezzo dal lancio Facebook ha raggiunto 500 milioni di iscritti (in Italia si avvicina a 17 milioni). Un risultato che non soddisfa l’ambizioso Zuckerberg che ha dichiarato di voler raggiungereun miliardo di utenti. Per farlo dovrà convincere le popolazioni dell’Asia e dell’Africa dove la penetrazione è rispettivamente del 2.3% e 1% della popolazione.

Grafico O’Reilly Research