Social Media marketing: come renderlo più scientifico?

29 11 2010
di marketing-ippogrifo.com

 

 

10 modi per rendere il vostro Social Media marketing più scientifico

1. Provate tantissimi tipi di campagne, fino a trovare quelle che funzionano, e riproponetele. Siate padroni della vostra crescita, iniziate con molte idee diverse e controllate quali funzionano e quali no.

2. La quantità di utenza importa, eccome. La qualità non è un fattore che può eclissare totalmente la qualità: dovete avere un gran numero di sostenitori, che siano anche impegnati.

3. Trovate e accattivatevi le simpatie di personalità influenti. Avere persone di una certa influenza in mezzo alla vostra utenza è importante.

4. La vistosità e il fracasso funzionano, ma fino a un certo punto. Nell’universo Social Media è consentito urlare e cercare le luci della ribalta in maniera energica. Non dimenticatevi però che a lungo andare, questi metodi stufano e infastidiscono.

5. Distinguetevi: parlate all’utenza. Avete mai sentito il vostro nome sopra il brusio indistinto di un party affollato? Si chiama selective attention, utilizzatela nel marketing.

6. Evitate di linkare troppo. Se volete più click, pubblicate meno link. Non disperdete l’attenzione dell’utenza.

7. Fate in modo che la vostra utenza sia cool. Gli utenti Social Media sono costantemente in competizione, quindi fate in modo che il vostro brand sia una tacca dorata sui loro curricula.

8. Non lasciate che le informazioni sul vostro brand siano solo voci. I rumor prendono origine quando c’è una mancanza di informazione diretta. Siate sicuri di fornire sempre voi le informazioni.

9. Non parlate troppo di voi. A nessuno piace il classico esaltato che a una festa non fa altro che parlare di sé e pavoneggiarsi. Non siate quel tipo di persona sui Social Media.

10. Non dimenticate mai le call-to-action. Come in ogni tipo di marketing, dovete chiedere alla vostra utenza di compiere l’azione da voi voluta. I Social Media non sono diversi, richiedete la condivisione.”





Burberry, 3 milioni di fan, è la griffe più visitata al mondo su Facebook

26 11 2010
by it.fashionmag.com

E’ Burberry la griffe più visitata su Facebook, con i suoi 3 milioni di fan, ringraziati personalmente dallo stilista Christopher Bailey con un artwork speciale.

Burberry

Dalla sua creazione, la pagina del brand made in England ha impiegato un anno per raggiungere 1 milione di fan, ma solo 6 mesi perraddoppiare la cifra, 4 settimane per superare il traguardo dei 3 milioni di iscritti, la più alta tra tutti i luxury brand presenti su questa piattaforma.

Inoltre, la settimana scorsa, lo stilista della maison, Christopher Bailey, ha pubblicato un video su Facebook, dove ha risposto direttamente alle domande dei fan di Burberry, parlando, delle sue ispirazioni, di Horseferry House, il quartier generale generale della griffe a Londra, di Emma Watson, e di altri argomenti.

Il video, che ha fatto maggiormente “impennare le visite” è ancora disponibile sulla pagina ufficiale di Burberry su Facebook. “Attraverso la produzione dei propri contenuti originali – ha commentato Joanna Shields, vice presidente di Facebook EMEA – Burberry non è più soltanto un’azienda di moda, oggi è anche una fiorente impresa nel campo dei media. Ha successo non soltanto perché produce splendidi capi, ma perché ha capito l’importanza di suscitare l’interesse nella comunità e di utilizzare i social media per attirare e intrattenere i suoi clienti.

Sia che si rivolga agli utenti promuovendo gruppi di musica indie sulla propria pagina di Facebook, sia che celebri le idee dei clienti più stylish sul suo sito, The Art of the Trench,Burberry sta sviluppando il suo marchio non soltanto diffondendo pubblicità, ma creando per loro nuove esperienze mediatiche”. Ma attenzione, nella classifica dei primi ‘magnifici’ brand del lusso più visitati sul social network, al secondo posto si piazza Gucci, che incalza Burberrycon 2.892.553 fan.

Sul podio dei primi tre, appare quindi il mitico Chanel 2.337.217 ‘mi piace’. Quarto posto perDolce & Gabbana, raggiunti da 1.820.237 fan per la prima linea e da 23.559 fan per D & G. Quinto posto per Vuitton, con 1.653.534 fan. Fa parte dell’orbita Lvmh anche il marchio Diorche raccoglie 439.329 fan. Al sesto posto si posiziona Versace con 14.787 visite e 3.094 perVersus. Settimo posto per Armani che raccoglie 951.821 fan per la griffe Armani, 320.464 per A/X Armani Exchange, 43.966 per Emporio. Fuori classifica Prada, perché per ora non ha scelto né Facebook né Twitter, ma Youtube, dove i soli Prada Phone sono tra i più visitati.





MySpace alza bandiera bianca accordo con Fb per non fallire

26 11 2010

Le due aziende firmano una partnership che permetterà al sito di Murdoch di importare le informazioni personali dal concorrente. Una resa formale di fronte all’avversario ormai irraggiungibile.

di MAURO MUNAFO’

MySpace alza bandiera bianca accordo con Fb per non fallire

IL WEB non era abbastanza grande per entrambi, e alla fine MySpace ha dovuto ammettere la vittoria del suo storico rivale Facebook. La guerra tra i due siti ha accompagnato il boom dei social network nel mondo e in Italia, ma è adesso giunta ufficialmente al termine. Facebook e MySpace hanno infatti annunciato un accordo che permetterà a MySpace di importare le informazioni degli account di Facebook sulla sua piattaforma, attraverso lo strumento Mashup with Facebook. In questo modo il sito proprietà di Rupert Murdoch abdica alla sua funzione di social network e cerca di arginare la fuga di utenti concentrandosi su contenuti multimediali e musica.

La funzione di registrazione, con i dati personali tanto preziosi per la pubblicità, resta insomma esclusiva del libro delle facce. Adesso su MySpace sarà possibile visualizzare gli aggiornamenti di status di Facebook e fare “like” (ormai “mi piace”) ai gruppi musicali preferiti, mentre le amicizie rivestiranno un ruolo più marginale. Continua insomma la mutazione del sito che negli ultimi tempi ha subito un pesante restyling premiando l’aspetto musicale e di entertainment su quello social.

Vedere firmare un accordo tra due arcirivali fa sempre un certo effetto, ma più che di una pace tra giganti si tratta in questo caso di una resa incondizionata dello sconfitto, MySpace, nei confronti del più giovane e vincente Facebook. A dimostrazione dei rapporti di forza oggi esistenti, la conferenza è stata presenziata da una parte dall’amministratore di MySpace Mike Jones mentre dall’altra c’era “solo” uno dei vice-presidenti di Facebook (Dan Rose). Una formazione che, secondo il sempre ben informato blog TechCrunch, avrebbe causato più di un imbarazzo da parte della squadra “sconfitta”.

Le voci di un imminente armistizio si erano rincorse negli ultimi giorni, quando l’invito alla conferenza privata aveva iniziato a circolare tra i giornalisti d’oltreoceano. Inoltre, ancora prima dell’evento, la pagina di registrazione a MySpace ospitava il bottone di Facebook: con un click si potevano già importare i dati personali per semplificare la registrazione su MySpace. Una semplificazione che con questo annuncio diventa nei fatti un’integrazione e dovrebbe favorire il ritorno di audience su MySpace. Dal canto suo Facebook può godersi invece le migliaia di nuove informazioni personali a cui potrà accedere, come le preferenze musicali, e che potranno garantirgli una migliore indicizzazione della pubblicità.

Internet ai tempi di MySpace. Lanciato nel 2003, MySpace è stato per anni il re incontrastato dei social network nel mondo, superando il già esistente Friendster (considerato da molti come il primo vero social network). Con la sua combinazione di amicizie, personalizzazione delle pagine e musica, MySpace ha conquistato milioni di utenti e contribuito a lanciare diverse star e gruppi musicali tra cui Lily Allen e Mika. Grazie alla sua forza, soprattutto nel ricco mercato statunitense, la società è stata acquistata nel 2005 dalla News Corporation di Rupert Murdoch per la cifra di 580 milioni di dollari. L’apice commerciale di MySpace è stato invece il 2006, quando il sito firmò con Google un accordo triennale da 900 milioni di dollari annui per la gestione esclusiva della pubblicità. Sembrava insomma che lo squalo Murdoch avesse di nuovo fatto centro.

La crisi. Dopo il successo sono però arrivati i giorni della crisi: il numero di utenti ha iniziato a calare, le sedi estere sono state chiuse (quella italiana nel giugno 2009) e Google non ha voluto rinnovare l’accordo commerciale. L’emorragia di utenti verso il più giovane, ordinato e sociale Facebook è diventata inarrestabile e troppo tardi sono arrivati il rinnovamento grafico, l’introduzione di un servizio di mail e i cambi al vertice. Tanto per dare una dimensione al fenomeno, solo negli ultimi 18 mesi MySpace è crollato dalla top ten dei siti più visitati al mondo a un’assai meno prestigiosa 47esima posizione (secondo i numeri di Alexa). Nel frattempo Facebook conquistava il secondo posto globale, a un soffio da sua maestà Google. E la corsa al dominio della rete resta ancora adesso un gioco a due.





Facebook: le novità della piattaforma mobile e Deals

25 11 2010
by vincos

Zuckerberg apre l’evento dedicato al Mobile snocciolando alcune cifre impressionanti: ad oggi 200 milioni di persone usano Facebook da dispositivi mobili, l’anno scorso erano 65 milioni.

Per continuare ad essere rilevanti in questo scenario Mark sottolinea l’importanza di essere presenti su tutte le piattaforme: ecco perchè da oggi saranno disponibili gli aggiornamenti dei client per Android e iPhone con l’aggiunta delle funzioni Places e Groups.

Le novità più importanti sono:

Single Sign-on ossia una procedura semplificata di autenticazione per le applicazioni Facebook. Grazie ad una singola riga di codice gli sviluppatori saranno in grado di implementarla (al momento l’hanno fatto Zynga e Groupon).

Location API: da oggi gli sviluppatori potranno leggere, scrivere e ricercare i luoghi nei quali gli utenti hanno fatto “check-in” (anche attraverso altre applicazioni come Yelp, Gowalla e Loopt che già sono integrate in Places). Prepariamoci ad applicazioni costruite per attingere ad un enorme database di luoghi e offrire nuove esperienze di “social shopping” agli utenti.

– La piattaforma Deals, naturale complemento di Places, permetterà ai titolari di un azienda di registrarsi per offrire a clienti e prospect sconti e promozioni. Nel contempo gli utenti potranno conoscere tali vantaggi accedendo a Places e individuando i luoghi che hanno un’icona gialla.

Le 3 fasi per accedere a Facebook Deals da iPhone

La novità, rispetto a Foursquare, sembra essere l’immediatezza nella creazione dei “deal” e la versalità delle opzioni. Tutto avviene attraverso la propria pagina Places (reclamata in precedenza come rappresentativa dell’attività commerciale di cui si è responsabili). Quattro le tipologie disponibili:

  1. Individual deals: che premiano i clienti che effettuano il check-in una sola volta
  2. Loyalty deals: che scattano dopo un certo numero di acquisti o check-in
  3. Friend deals: che premiano l’utente se coinvolge i suoi amici nel check-in
  4. Charity deals: che permettono alle aziende di donare denaro in beneficenza per ogni check-in effettuato dalle persone.
Esempio di pagina Deals

Al momento “Deals” è in beta e solo 20 aziende partner, come Gap, hanno iniziato ad utilizzare questa nuova modalità di conversione dei “fan/likers” in clienti effettivi.
Mi sembra che a questo punto ai vari sviluppatori di Location Based Application non resti che ripensare il proprio modello di business alla luce della nuova piattaforma, che unisce la rilevanza dei numeri degli utenti del social network più importante del mondo alla versatilità delle opzioni disponibili. Cosa ne pensate?





QR Code = Like

24 11 2010
di Roberto venturini

In Belgio. Un QR Code in vetrina che fa scattare automaticamente un “like” su Facebook.





Disegnare esperienze di consumo

23 11 2010
di Giorgio Soffiato

Gene egoista o egoismo genetico? La riflessione odierna parte proprio dall’egoismo innato delle persone. In particolare ci siamo detti più volte che è necessario reinventare ogni giorno la nostra professionalità ed è su questa base che io come molti altri ogni giorno, egoisticamente, cerco di ragionare per capire “dove andare” e come investire il sempre poco tempo dedicato alla formazione personale. Mi piacerebbe tanto diventare wordpress expert, seo specialist e foursquare evangelist, la realtà è che nella dicotomia tra operatività e strategia (che come dice Marco mi è tanto cara) siamo chiamati a scegliere se specializzarsi su una leva, in questo caso di web marketing, o qualificarci come designer di strategie e project manager. Un mestiere che a volte non sembra un mestiere perché può apparire futile il fatto di dire agli altri cosa fare senza fare mai ma ogni giorno di più mi convinco che lo sforzo mentale per coordinare persone e attività ha dignità di giustificare un bonifico a fine mese.

L’egoismo di cui parlo, misto a curiosità, mi porta a pensare sempre più spesso a quelle tendenze che qui Gigi (non perdete il suo blog) definisce semplici tag, e lo faccio partendo da una frase recentemente incontrata in un libro:

Internet rende disponibili le informazioni, google le rende accessibili (Hal Varian, chief economist di Google)

E facebook? E foursquare? Voglio appuntare qui un argomento su cui tornare: Google per i bisogni (cerco), Facebook per i desideri (trovo), approfondiremo. Una delle poche certezze però è che quella che stiamo costruendo è una fitta rete, e subito salta alla mente il matching tra tecnologie e mappa della tube, che riporto (forse ne esistono di più recenti social based)

Tutte banalità: la rete, la partecipazione, le persone. Cosa c’è di nuovo? Secondo me una cosa: siamo solo all’inizio. Una delle professioni del futuro potrà essere quella del designer di esperienze di consumo, competenza ad oggi prestata al social media strategist, ma competenza che di certo va stretta. In futuro le competenze chiave non saranno più due (chi pensa cosa fare, chi pensa come farlo) ma almeno 3:

  • Definire quali strumenti utilizzare
  • Definire come utilizzarli
  • Settare operativamete le singole leve

Sbagliamo se pensiamo che il social media marketing sia un’oceano, e sbagliamo se pensiamo che sia solo li che bisogna operare per portare valore alle aziende. Ancora prima di passare al marketing off line dobbiamo riflettere sul fatto che quella che stiamo costruendo è un’infrastruttura più simile all’energia elettrica e all’acqua potabile che a un cartellone pubblicitario. Un Ipad, una play station, un Iphone, un Galaxy o un computer, ma anche qualsiasi device con un collegamento wi fi è parte di un’infrastruttura di accesso alle informazioni. E la prima cosa da fare è tracciare il design delle fermate che la metro del marketing deve fare, poi definiremo come e dove far scendere le persone a quella fermata e quali porte aprire, se la porta facebook o la porta twitter o la porta foursquare, o tutte e tre. Le cose si complicano, le competenze richieste cambiano e le figure di riferimento sono sempre di più. In questa economia della complessità il nuovo project manager è un digital customer experience designer, insomma serve un nuovo hub.





Sistemi operativi Android: sempre più dominanti

22 11 2010

by marketing-ippogrifo.com

Non è la prima volta che in questo blog vi parliamo di Android e, più in generale, degli Smartphone (per chi avesse la memoria corta, ecco qua il link all’ultimo articolo in merito).

Oggi vi proponiamo una breve analisi sullo stato del mercato per gli apparecchi Android, che ci arriva direttamente dalle pagine di Marketing Pilgrim:

“A rischio di sembrare un po’ nerd (non sarà la prima né l’ultima volta, questo è garantito, per maggiori informazioni contattate mia moglie) ho deciso di dare un’occhiata a qualche ricerca e a provare a ragionarci un po’ sopra.

La prima cosa che balza all’occhio è il rapporto della Gartner, che per fortuna ci dà un quadro piuttosto preciso della situazione. Non si può non parlare della attuale battaglia tra Android e iOS, che promette di animarsi ancora di più se la Verizon lancerà il suo iPhone nel 2011 (cosa che sembra effettivamente destinata ad avverarsi).

Ecco i dati in questione:

Poco importa da che parte vogliate stare, ma i dati sono inoppugnabili: Android è la piattaforma dominante al momento, nettamente davanti al suo primo concorrente iOS. Ma il fattore straordinario è un altro, ovvero il passaggio dal 3% al 25% abbondante in termini di vendite.

Non voglio fare previsioni avventurose sugli esiti di questa sfida. Finché gli iPhone hanno una distribuzione così vasta, attraverso vari canali, fare confronti non è facile. Tuttavia, è un dato di fatto che la strategia di Google Android di cercare di ottenere una distribuzione ancora più ampia stia funzionando.

E la battaglia infuria.

Oh, e se avete optato per Symbian, RIM o una piattaforma Windows Mobile, potreste dovervi adattare a scegliere qualcos’altro. Una cosa che posso predire è che nel tempo di qualche anno, il mercato sarà diviso tra utenti Android e utenti iOS, con il gran calderone indistinto degli “altri” a fare da terzo incomodo.

Tra queste solo chi ha scelto RIM può ancora nutrire qualche speranza, poiché la sua reputazione è tra le migliori, anche se il futuro non sembra comunque dei più rosei per loro.”