16 consigli per avere il massimo da Twitter (anche con più di 140 caratteri)

15 11 2012
di Silvia Vianello

Lavorando a stretto contatto con utenti e con aziende nasce l’opportunità di confronto quotidiano con quelli che sono i principali dubbi nell’utilizzo di Twitter, sia per curare la propria immagine personale, sia come strumento di comunicazione aziendale. Ho raccolto qui le vostre domande più frequenti, e vi fornisco gli strumenti che possono aiutarvi a potenziare la vostra presenza sul servizio di microblogging. Ho deciso di chiamarli “i risolvi dubbi” di Twitter.


Come impostare l’account?

È importante scegliere fin da subito uno username definitivo e non cambiarlo per non destabilizzare gli utenti. Potrebbe essere il vostro nome o il nome dell’azienda stessa, ma anche il nome di un singolo prodotto o di un brand, o di una vera e propria linea di prodotti. Va inserita una biografia, anche con hashtag e @mentions: questo serve ad aumentare la visibilità dell’account sui motori di ricerca di Twitter. Non solo, permette anche ad indicare subito agli utenti quali hashtag vengono utilizzati per diffondere le informazioni relative a voi stessi, o all’azienda se è un account business. Una buona strategia di marketing è sicuramente quella di inserire nella bio anche il link al sito Web aziendale, in modo da veicolare il traffico da Twitter.

Come ottengo visibilità su Twitter?

Similmente alle strategie che ci aiutano ad avere maggiore visibilità sui motori di ricerca, anche qui dobbiamo curare bene le parole chiave nella biografia usando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Scrivete cosa fate, chi siete (blogger, giornalista, manager, studente..) in poche parole chiave. Altrimenti il vostro account rimarrà invisibile, soprattutto se appena creato. Attenzione alla foto profilo, per essere correttamente indicizzata non chiamatela Foto1, ma usate un nome che rispecchi il contenuto: può essere il vostro nome e cognome, ma anche il nome di un brand aziendale, a seconda dell’uso che ne fate. Infatti anche le foto vengono indicizzate! FollowerWonk ed altri motori di ricerca per Twitter utilizzano le informazioni della bio per farvi trovare altri account da seguire. E’ un po’ come passare dal search engine optimization (SEO) al search twitter optimization (STO). “Sto” su Twitter suona anche bene. Ma non basta. È importante anche farsi trovare.

Come personalizzare lo sfondo?

Per rendere lo sfondo del profilo Twitter più appealing, unico ed originale – e non essendo nati tutti designer – ci sono degli strumenti che ci aiutano a crearne ad hoc con un semplice click. Ad esempio FreeTwitterdesigner è un servizio che permette di creare sfondi per Twitter praticamente partendo da zero. Successivamente, è possibile personalizzarli, e modificarli per aggiornare di volta in volta il profilo sulla base, ad esempio, delle promozioni in corso. La procedura per creare lo sfondo è semplicissima e si avvale di un’interfaccia intuitiva. È possibile personalizzarlo scegliendo il colore, inserendo immagini, loghi, testo e così via. Le aziende non dovrebbero dimenticarsi di allineare lo sfondo anche con quelli degli altri social network, in modo da fornire un’immagine coerente. Come utenti non vi resta che sbizzarrirvi provando tutte le combinazioni possibili.

Che cos’è il Twelcome e come offrire il Twelcome?

Quando qualcuno ci segue si può pensare anche di offrire ciò che viene chiamato il twelcome, ovvero un messaggio di benvenuto personalizzato per i nuovi utenti. Come prassi, ringraziare del follow pubblicamente sul proprio profilo è sconsigliato. Infatti se ogni giorno vi seguono molti nuovi utenti, il rischio è quello di intasare il proprio profilo con tweet del tipo “@username grazie per il follow”. Questo potrebbe distogliere gli altri utenti dall’interesse per il vostro profilo, in quanto vedrebbero spesso apparire nei loro feed questi aggiornamenti automatici. Meglio optare per un twelcome come DM (Direct Message) privato. Se è personalizzato è più efficace e non infastisce Twitter. Ad ogni modo se non sapete resistere alla tentazione di impostare il messaggio automatizzato, potete provare l’applicazione Socialoomph che permette di dare il benvenuto ai nuovi follower. Fornisce, come Twitterfeed, anche la possibilità di programmare la pubblicazione dei tweet, impostando ora e data. In tal caso, però, non dimentichiamoci che è opportuno che ci sia qualcuno pronto a rispondere ad eventuali richieste che potrebbero nascere dai clienti o dai follower a seguito del post.

Come faccio a scoprire chi seguo che non mi segue?

Se volete scoprire con un click se ci sono persone che voi seguite e che a loro volta però non vi seguono potete provare strumenti come l’app Unfollow se vi va di fare diciamo un po’ di pulizia del vostro account anche in versione mobile, oppure Justunfollow. Entrambi i servizi hanno un’interfaccia semplice ed intuitiva e potete scegliere se continuare a seguire chi non vi segue oppure no. Se vi pentite potete sempre utilizzare ReFollow, che vi permette di rispondere anche alla prossima domanda.

Come posso bloccare un utente Twitter?

ReFollow vi permette di organizzare i vostri amici e followers – non ultimo anche per quanto riguarda l’unfollow – trovare nuovi contatti interessanti, e bloccare utenti che in qualche modo non sono graditi. Magari qualcuno che ha frainteso il concetto di “follow” e l’ha interpretato così. Refollow fornisce anche la possibilità di organizzare i propri contatti Twitter in base alla loro importanza.

Quando postare?

È importante postare quando i nostri follower sono online in modo da non vanificare l’invio dei messaggi e rendere più efficace ogni tweet. E’ importante non twittare troppo, né troppo poco, per la buona riuscita di una campagna di comunicazione tramite Twitter. Esistono degli strumenti per capire il momento più opportuno per postare il proprio tweet, come ad esempio tweriod. Il tempo (1 o 2 ore) che impiega a produrre il report è proporzionale al numero di follower dell’account, ma notifica via email quando l’analisi è pronta per essere visualizzata. In questo modo si ha l’opportunità di sapere se i propri follower sono online la mattina, il pomeriggio o la sera, ed in quali specifici orari (oppure nei giorni festivi rispetti ai giorni feriali). È importante conoscere queste informazioni così da postare quando il maggior numero di utenti è online e massimizzare il ritorno del singolo tweet, sia in termini di visibilità che di conversion rate. Ad esempio, se un’azienda postasse un tweet relativo al lancio di un nuovo prodotto e vi fosse presente un link che rimanda al sito Web, il conversion rate sarebbe il numero di click ricevuti sulla pagina di quel prodotto a seguito del tweet. Oppure, se l’azienda vendesse il prodotto tramite e-commerce in un sito Web, il conversion rate del post su Twitter sarebbe invece il numero di pezzi venduti a seguito della sua pubblicazione.

Come postare?

Quando si scrive un tweet non si dovrebbero utilizzare tutti gli spazi a disposizione, perché in tal caso si verificherebbe il problema nel ReTweet. Ovvero, se si usano tutti i 140 caratteri a disposizione, un utente che volesse cambiare parzialmente il messaggio per segnalarlo ai suoi follower dovrebbe necessariamente tagliarlo, con potenziali ricadute negative se il significato viene storpiato o in qualche modo distorto. Pertanto, è importante lasciare degli spazi a disposizione degli utenti per poter retweettare il post aggiungendo un loro breve commento per segnarlo ad un suo contatto (“guarda qui”). Basta anche solo un aggettivo (grandioso, spettacolare). Inoltre, diverse ricerche hanno dimostrato che il link non dovrebbe occupare tutti i caratteri, ma in media il 25%, ovvero un quarto dello spazio a disposizione. Gli altri caratteri, invece, dovrebbero servire per descrivere sinteticamente il contenuto del link.

Se il link da inserire nel tweet è troppo lungo e lo vogliamo accorciare?

Ci sono ad esempio Google Url e bitly, due servizi che accorciano i vostri url per inserirli agevolmente nei 140 caratteri a disposizione.

Se voglio postare un Tweet più lungo di 140 caratteri?

Se, proprio in casi eccezionali, volete postare un tweet più lungo degli standard dia 140 caratteri, twitlonger può essere d’aiuto. Twitlonger è un’applicazione semplice da utilizzare: per attivarla basta andare nella homepage e cliccare sul pulsante azzurro “Sign in with Twitter” e inserire i dati dell’account da cui si vuole postare il tweet più lungo. Successivamente, si apre un box bianco all’interno del quale si può scrivere il messaggio della lunghezza desiderata, senza il limite dei 140 caratteri. È importante però ricordare l’essenza stessa di Twitter e quindi non abusare di questo servizio per non perdere di efficacia.

Quante persone ha raggiunto un mio specifico Tweet?

Per sapere quante volte un tweet è stato retweettato, condiviso, e quindi quante persone ha raggiunto in un determinato periodo di tempo – ma anche per comprendere quanto efficaci sono stati i tweet fatti e valutare i risultati delle campagne sul social media – esiste uno strumento molto utile chiamato TweetReach. Per far partire l’analisi di TweetReach è sufficiente iniziare una ricerca per url, per uno specifico Twitter name, una frase o un hashtag. Se si utilizzano i social network è importante avvalersi delle metriche giuste, altrimenti si rischia di implementare campagne di comunicazione di cui non si riesce a stabilire i ritorni effettivi, sia in termini di immagine, sia in termini di vendite complessive.

Come condividere file o foto su Twitter (fino a 200 Mb e oltre)?

Diciamo che come piattaforma Twitter non è nata per la condivisione di file pesanti, però se per qualche motivo volete postare un tweet con dei file – che possono essere anche delle foto delle brochure aziendali, dei cataloghi, degli inviti ai party – lo potete fare ad esempio con Twitfile. Semplicissimo da usare, basta collegare il proprio account, ricercare il file che si desidera postare (anche scelto su un sito o caricato dal proprio smartphone) e cliccare su “tweet”.

Come creare un magazine online?

Se volete creare il vostro giornale su Twitter con quello che maggiormente vi interessa, potete provare Paper.li. In pratica, è un aggregatore di tweet basato sui vostri interessi e su chi decidete di seguire. Trasforma i tweet più interessanti dei vostri follower in un quotidiano online da sfogliare e che, a sua volta, può essere condiviso sui vari social network. Un modo semplice per tenere sempre sotto controllo la twittosfera, ma anche i competitor se ci pensate. Vi basta creare multipli account ad hoc che seguono, fingendosi clienti, tutti gli account dei competitor e una volta al giorno Paper.li vi aggrega i post più significativi prodotti dai loro account. Un modo semplice e gratuito per ricerche di marketing e competitive intelligence.

E per creare un’infografica da condividere su Twitter?

Visual.ly è una startup che offre come servizio la creazione gratuita di infografiche anche per chi non è un designer o non sa utilizzare complicati software per la loro creazione. Permette infatti di scegliere varie opzioni e personalizzarle in modo intuitivo a seconda dei dati a disposizione e della storia da raccontare. Offre anche “Twitterize Yourself”, per creare un’infografica per confrontare il proprio account con quello degli utenti Twitter più influenti. Provarlo tra voi e i vostri competitor vi permetterà di scoprirne delle belle.

Come calcolare l’influenza personale sui social network?

Klout misura l’ influenza personale sui social network fornendo un valore da 1 a 100. Con Klout è possibile capire chi è influenzato dai vostri tweet e chi sono i vostri account di riferimento. Il punteggio si aggiorna ogni giorno e cresce più i profili Twitter e Facebook diventano influenti, ovvero se tweet vengono retweettati, scelti come preferiti, commentati e se i post su Facebook vengono condivisi, commentati, o ottengono like. In pratica, più vasto è il vostro network insieme al contenuto che viene generato e condiviso e maggiori sono i feedback ottenuti dalla rete, più alto sarà il Klout Score. Occhio: chiunque abbia un account Twitter ha anche un Klout Score anche se non lo sa. Le componenti che entrano in gioco nell’algoritmo di calcolo sono diverse: il numero di persone influenzate dai propri tweet/post, ovvero il numero di amici e follower; quanto si è in grado di influenzarli con i propri tweet/post, e quindi quante volte vengono retweettati o condivisi; e il potere del proprio network, in altre parole quanto influenti sono a loro volta le persone al suo interno. Non preoccupatevi se scoprite di avere un Klout Score basso: la media è di 20 punti. Se superate 50 di score siete considerati vip, con vantaggi notevoli. All’estero, a chi possiede un Klout Score elevato capita spesso di essere chiamati per regali, sconti o promozioni da parte delle aziende, ma non in Italia. Forse perché questo servizio è ancora poco conosciuto.

Altri dubbi?

Se volete sapere come esportare i dati dei vostri follower, oppure come massimizzare le vendite derivanti dall’utilizzo di Twitter, ma anche come farvi seguire da un maggior numero di follower o sapere cosa fanno i vostri competitor e con quali performance, potete contattarmi, ovviamente su Twitter: @ssilvia13. Questi tool sono in continua evoluzione, ne escono di nuovi ogni giorno, e alcuni possono migliorare ancora molto. Sono pur sempre startup anche loro. Considerate che la maggior parte sono gratuiti! Adesso però ho anch’io un po’ di domande per voi: li avete mai provati? Ne conoscete altri? Quali usate di più?


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Information

One response

21 03 2013
Paolo Ingrosso (@repule)

volevo solo segnalare i tasti di scelta rapida che agevolano l’uso di twitter: http://seigradi.corriere.it/2013/03/20/digita-gc-su-twitter-e-guarda-cosa-succede grazie.😉

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