C’è la crisi? E i giornali diventano negozi

23 11 2011
by Pambianco.com
 
Sotto da sinistra Leiweb.it si può comprare il look delle celebrities e Glamour Personal Shopper, applicazione della rivista Glamour che propone un outfit e, attraverso la geolocalizzazione, porta l’utente nel negozio

Ecco l’ultima frontiera dell’e-commerce: le riviste, forti della loro credibilità presso i lettori, sempre più spesso rendono disponibili per l’acquisto immediato i capi proposti nei loro servizi, grazie a partnership con i portali di e-commerce. Un’opportunità per le aziende che si avvantaggiano della credibilità della testata e della sua audience di lettori appassionati di moda.

Anni duri per i magazine cartacei: tra la crisi editoriale, gli investimenti pubblicitari in frenata e la concorrenza di iPad, tablet e smartphone, che inducono l’utenza a sfogliare la testata on-line piuttosto che ad acquistarla in edicola, le riviste perdono lettorato e anche i loro bilanci languono. Cosa c’è di meglio allora che dotarsi di una piattaforma commerciale per aumentare i ricavi drasticamente in calo? Ecco allora che i giornali si gettano nel pingue business delle vendite on line. Tra i primi l’americano GQ, che all’interno del nuovo sito Park & Bond, dedicato ai designer di abbigliamento maschile, apre il suo GQ Store, dove ogni mese la redazione della rivista seleziona una serie di outfit dalle pagine del magazine e li mette in vendita nel negozio virtuale. Discorso simile per Esquire: il New York Times del 25 settembre scorso sottolinea che, nell’ultima edizione del magazine, il direttore David Granger ha invitato i lettori a comprare i capi selezionati dalla rivista sul nuovissimo sito Cladmen.com. Grande giubilo inoltre per le fashionistas che non si sono perse le ultime passarelle della primavera-estate 2012: possono acquistare i capi di alcuni stilisti in anticipo di stagione, come quelli di Diane von Fürstenberg, Marc Jacobs e Derek Lam, direttamente dall’indirizzo web di Vogue Usa. Il big magazine della Condé Nast si appoggia al sito Moda Operandi per effettuare i preordini subito dopo le sfilate. Quello che a prima vista può sembrare un affare venale, cioè l’alleanza tra editoria e commercio, è indubbiamente un modo per rimpinguare le casse delle testate, offrire un servizio ai lettori e incrementare anche l’affidabilità dei magazine con il nuovo ruolo di “personal shopper”, capaci non solo di creare desiderio attorno al prodotto, ma anche di soddisfarlo. Allo stesso tempo, sia per le aziende che per i siti di vendite on line, la partnership con la testata può offrire maggiore credibilità, perché le consumatrici sono più propense ad acquistare un capo selezionato e consigliato dai direttori creativi dei magazine.

Cosa accade in Italia

Anche nel Belpaese le riviste si affiancano al retail, e tra gli esempi più significativi citiamo quelli che fanno dello shopping un momento di entertainment e di gossip glamour. Leiweb.it, che conta 2 milioni e mezzo di utenti unici al mese e una media di 40 milioni di pagine viste, fa leva sul piacere voyeuristico che hanno le consumatrici nello scoprire cosa indossano le celeb. Grazie a un accordo con Yoox.com e con la start up californiana Stipple, il portale ha lanciato la rubrica “Copia (e compra) il look delle star”: la redazione posta la foto di una celebrity e 1’utente può cliccare sulla sua giacca o pantalone e venire automaticamente indirizzato al sito di acquisto. “Ovviamente – spiega sorridendo Simona Tedesco, direttore Leiweb.it – si è indirizzati a modelli di abbigliamento simili a quelli indossati dalla star, ma non sono gli stessi, perché di solito i vestiti dei vip vengono fatti su misura”. Glamour invece ha lanciato un’applicazione per iPhone, “Glamour personal shopper”, già scaricata da oltre 90mila utenti, attraverso la quale la redazione posta ogni mattina un outfit diverso, e se l’utente è interessato all’acquisto di alcuni capi viene inviato, attraverso il sistema di geolocalizzazione, al negozio vicino dove può trovare le proposte. Un esperimento curioso è poi quello ideato dalla giornalista-blogger Silvia Paoli (www.lostinfashion.it), che ha testato un modo diverso di fare shopping: attraverso il suo blog e la pagina facebook ha chiamato a raccolta un folto numero di fashion victim che si sono date appuntamento a un determinato giorno e a un’ora precisa per fare shopping virtuale insieme. Come? Ognuna si collegava alla tv QVC, canale di vendite americano da un anno in Italia, visibile su Sky, digitale terrestre e via web, e contemporaneamente tutte le telespettatrici postavano commenti e suggerimenti sul web all’interno del minisito Qvctherapy.it. “E lo sharing di un’esperienza – osserva Silvia Paoli – dove tv e internet convivono. Si tratta di una modalità di condivisione che potremmo definire – social media watching – e che probabilmente si affermerà nel breve periodo, perché presto Facebook consentirà di condividere con gli amici la visione di video in contemporanea”.


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