Della Valle contro Armani

6 07 2011
By E.Poli e S.Marchetti
A una conferenza sul lusso, l’imprenditore marchigiano si scaglia contro lo stilista milanese. Dichiarando che la moda, oggi, ha bisogno di fare squadra. E di investire sul territorio per rilanciare i consumi.

Diego Della Valle si scaglia contro Giorgio Armani. Succede alla conferenza “Terzo Luxury Summit”, tavola rotonda sulle nuove strategie del mercato del lusso indetta dal Gruppo Venitquattrore, dove l’imprenditore marchigiano ha risposto all’exploit dello stilista milanese che, la settimana scorsa, aveva accusato la moda di essere in mano alle banche, riferendosi soprattutto alla recente quotazione del Gruppo Prada alla borsa di Hong Kong.

“È stato un attacco ingiusto e mosso nel momento più sbagliato”, ha dichiarato Della Valle, “piuttosto che criticare le strategie di Prada, Armani dovrebbe imparare a fare come il Gruppo in mano a Patrizio Bertelli e Miuccia Prada, ovvero investire sul territorio, come ho fatto anch’io a Roma, contribuendo al restauro del Colosseo. In un momento di crisi dei consumi, soprattutto sul territorio nazionale, è importante fare squadra e investire in opere pubbliche. Perché Armani non lo fa? La moda e le grandi aziende ad essa collegate hanno il compito di dare un segnale preciso, non si devono perdere in invettive inutili”.
Poi, analizzando il panorama del Made in Italy, continua: “Oggi ci troviamo di fronte a un grande cambiamento nel mercato del lusso. Dobbiamo smetterla di cadere vittime degli individualismi. Al contrario, bisogna imparare dai grandi gruppi stranieri che fanno squadra e creano agglomeratidi marchi e di aziende in grado di competere con le altre realtà internazionali.

Basta parlare di sé e basta sparare sugli altri: per salvaguardare anche i piccoli artigiani, cuore del Made in Italy e anima del lusso italiano, bisogna pensare in grande. Altrimenti verremo soppiantati dai nuovi competitors. Il lusso va nutrito, va trattato bene, va curato e salvaguardato. Persino su internet, dove oggi si può comprare tutto. I consumatori di oggi e quelli di domani vorranno etichette con scritto Made in Italy, non Made in China”.
Alle dichiarazioni di Della Valle fa eco anche un altro grande imprenditore italiano, Renzo Rosso, patron di Diesel nonché di un polo industriale che produce moltissimi marchi di moda. “Ho una visione diversa da Diego rispetto al lusso, termine che non mi piace, soprattutto perché la mia azienda si rivolge ai giovani. Però concordo con lui sull’idea di proteggere la qualità e l’eccellenza del Made in Italy e di investire sul territorio. Queste sono le carte che ci faranno vincere le sfide di domani”.


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