MySpace alza bandiera bianca accordo con Fb per non fallire

26 11 2010

Le due aziende firmano una partnership che permetterà al sito di Murdoch di importare le informazioni personali dal concorrente. Una resa formale di fronte all’avversario ormai irraggiungibile.

di MAURO MUNAFO’

MySpace alza bandiera bianca accordo con Fb per non fallire

IL WEB non era abbastanza grande per entrambi, e alla fine MySpace ha dovuto ammettere la vittoria del suo storico rivale Facebook. La guerra tra i due siti ha accompagnato il boom dei social network nel mondo e in Italia, ma è adesso giunta ufficialmente al termine. Facebook e MySpace hanno infatti annunciato un accordo che permetterà a MySpace di importare le informazioni degli account di Facebook sulla sua piattaforma, attraverso lo strumento Mashup with Facebook. In questo modo il sito proprietà di Rupert Murdoch abdica alla sua funzione di social network e cerca di arginare la fuga di utenti concentrandosi su contenuti multimediali e musica.

La funzione di registrazione, con i dati personali tanto preziosi per la pubblicità, resta insomma esclusiva del libro delle facce. Adesso su MySpace sarà possibile visualizzare gli aggiornamenti di status di Facebook e fare “like” (ormai “mi piace”) ai gruppi musicali preferiti, mentre le amicizie rivestiranno un ruolo più marginale. Continua insomma la mutazione del sito che negli ultimi tempi ha subito un pesante restyling premiando l’aspetto musicale e di entertainment su quello social.

Vedere firmare un accordo tra due arcirivali fa sempre un certo effetto, ma più che di una pace tra giganti si tratta in questo caso di una resa incondizionata dello sconfitto, MySpace, nei confronti del più giovane e vincente Facebook. A dimostrazione dei rapporti di forza oggi esistenti, la conferenza è stata presenziata da una parte dall’amministratore di MySpace Mike Jones mentre dall’altra c’era “solo” uno dei vice-presidenti di Facebook (Dan Rose). Una formazione che, secondo il sempre ben informato blog TechCrunch, avrebbe causato più di un imbarazzo da parte della squadra “sconfitta”.

Le voci di un imminente armistizio si erano rincorse negli ultimi giorni, quando l’invito alla conferenza privata aveva iniziato a circolare tra i giornalisti d’oltreoceano. Inoltre, ancora prima dell’evento, la pagina di registrazione a MySpace ospitava il bottone di Facebook: con un click si potevano già importare i dati personali per semplificare la registrazione su MySpace. Una semplificazione che con questo annuncio diventa nei fatti un’integrazione e dovrebbe favorire il ritorno di audience su MySpace. Dal canto suo Facebook può godersi invece le migliaia di nuove informazioni personali a cui potrà accedere, come le preferenze musicali, e che potranno garantirgli una migliore indicizzazione della pubblicità.

Internet ai tempi di MySpace. Lanciato nel 2003, MySpace è stato per anni il re incontrastato dei social network nel mondo, superando il già esistente Friendster (considerato da molti come il primo vero social network). Con la sua combinazione di amicizie, personalizzazione delle pagine e musica, MySpace ha conquistato milioni di utenti e contribuito a lanciare diverse star e gruppi musicali tra cui Lily Allen e Mika. Grazie alla sua forza, soprattutto nel ricco mercato statunitense, la società è stata acquistata nel 2005 dalla News Corporation di Rupert Murdoch per la cifra di 580 milioni di dollari. L’apice commerciale di MySpace è stato invece il 2006, quando il sito firmò con Google un accordo triennale da 900 milioni di dollari annui per la gestione esclusiva della pubblicità. Sembrava insomma che lo squalo Murdoch avesse di nuovo fatto centro.

La crisi. Dopo il successo sono però arrivati i giorni della crisi: il numero di utenti ha iniziato a calare, le sedi estere sono state chiuse (quella italiana nel giugno 2009) e Google non ha voluto rinnovare l’accordo commerciale. L’emorragia di utenti verso il più giovane, ordinato e sociale Facebook è diventata inarrestabile e troppo tardi sono arrivati il rinnovamento grafico, l’introduzione di un servizio di mail e i cambi al vertice. Tanto per dare una dimensione al fenomeno, solo negli ultimi 18 mesi MySpace è crollato dalla top ten dei siti più visitati al mondo a un’assai meno prestigiosa 47esima posizione (secondo i numeri di Alexa). Nel frattempo Facebook conquistava il secondo posto globale, a un soffio da sua maestà Google. E la corsa al dominio della rete resta ancora adesso un gioco a due.


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