Parla con me! Il QR Code dà voce (e video) alla pubblicità cartacea

20 10 2010

by comunicazioneitaliana

Dovremo presto aggiornare i libri di marketing e collocare la “press advertising” tra i media interattivi? Sembrerebbe proprio di sì, dal momento che la crescente presenza del Qr Code nelle pagine pubblicitarie, e non solo, sta rivoluzionando i rapporti tra azienda e cliente da un lato e tra pubblica amministrazione e cittadino dall’altro.

Il codice QR (l’acronimo sta per Quick Response) è stato sviluppato nel 1994 in Giappone dalla Denso Wave per tracciare i pezzi di magazzino nelle fabbriche Toyota. Per la sua caratteristica di contenere molti più dati di un normale codice a barre, è stato poi adottato da molte altre a aziende per gestire le scorte. Dal 1999, quando è stato rilasciato sotto forma di licenza libera, ad oggi, ha trovato numerosissime applicazioni. Le più interessanti sono quelle legate all’uso dei cellulari.

Fotografando con il proprio telefonino il codice QR presente nella pagina pubblicitaria, ma anche nelle affissioni, nelle brochure, nei cartelli turistici, nei musei, ecc. in pochi secondi appare sul display del cellulare la pagina web dedicata e il menu di navigazione. Senza dover digitare la URL!

In questo modo si può, in pochi istanti e in qualsiasi luogo, collegarsi al sito dell’azienda o dell’ente per:

  • approfondire l’informazione,
  • richiedere un catalogo,
  • ascoltare testimonianze,
  • vedere brevi filmati,
  • lasciare un commento
  • leggere o ascoltare una recensione
  • effettuare un acquisto online,

In pratica, che cosa occorre?

Non serve il computer, basta un cellulare con fotocamera.

I telefonini di ultima generazione leggono il codice in automatico perché il software è già inserito; per gli altri, basta scaricarlo gratis una tantum e vale per tutti i codici Qr.

Chi lo utilizza e per quali applicazioni?

Il codice QR ha fatto la sua comparsa nella catena H&M e sui prodotti delle grandi firme come Gucci, Ralph Lauren, Louis Vuitton e Roberto Cavalli. Campeggia in formato gigante sui muri delle città italiane e nelle affissioni della birra Ceres e dell’automobile Mini.

E’ sui volantini di Unieuro e di Costa Crociere. Perfino le etichette di alcuni vini blasonati presenti al Vinitaly, o alcuni pezzi di design del Salone del Mobile di Milano non lo disdegnano. Panorama, tra i settimanali, è stato il primo a inserirlo dal dicembre 2009 per commentare gli articoli pubblicati. Oggi sono centinaia di migliaia i clic settimanali dei lettori. Visto il successo, molti quotidiani e periodici lo hanno adottato per allargare la propria offerta informativa.

Ma forse l’applicazione più originale è della Ragno che lo utilizza nelle etichette dell’abbigliamento intimo per svelare i materiali con cui è confezionato un capo e fornire i suggerimenti per il lavaggio.


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