I banner? Solo se creativi e interattivi!

9 07 2010
di Daniele Montemale

La comunicazione online via banner è una delle prime ad essere apparsa da quando internet aveva una velocità tale da caricare immagini. Nonostante questo tipo di pubblicità abbia un costo di distribuzione molto alto e poco remunerativo è tuttora oggi la strategia più utilizzata anche grazie a Google e al suo AdSense.

Da una ricerca del 2009 risulta però che le pubblicità banner sono tra le ultime ad avere consenso e credibilità tra gli utenti. Le campagne banner richiedono una strategia con budget molto alti e spesso il binomio costi/benifici non dà i risultati sperati. Nonostante la palese evidenza ed i trend negativi delle campagne banner, l’Italia è l’unico paese dove si investe maggiormente sul banner. Nella maggior parte dei paesi questo tipo di comunicazione sta lentamente lasciando terreno a strategie più interattive, a marketing non convenzionale o “semplicemente” alla creazione di relazioni tra utenti e brand o servizi attraverso i social network.

La pubblicità, se così ancora si può chiamare, ha sempre più la funzione di relazionare e di far interagire. L’interattività e l’esperienza sono due fattori ormai necessari in una comunicazione online ma non devono sfociare, come spesso accade, nell’invasione visiva dell’utente/spettatore; lo spam diventa quindi non solo la mail del viagra o il pop up non desiderato ma anche un banner invasivo che invade le pagine negli spazi e nei colori.

Un’azione di questo genere coinvolge negativamente il brand, ma anche il sito ospitante che non è capace di gestire i propri spazi e che anzi viene visto come un “venduto” al brand cui lascia decidere gli spazi da occupare con la propria comunicazione. Ma il bad mouth su internet non si lascia attendere; i grandi brand e periodici fanno da cassa di risonanza al buzz negativo e la rapidità con cui la notizia si propaga aumenta inesorabilmente (vedi qui e qui). Certo, ci sono anche gli utenti che accettano la vendita di tali spazi incondizionatamente da come vengono poi proposti dal momento in cui le notizie sono gratuite. Ma c’è modo e modo di comunicare.

Come si può allora comunicare attraverso i banner senza rimanere nell’anonimato nella pagina in cui si viene ospitati, riuscendo ad essere ricordati dall’utente ed a non essere considerati spam?

Una delle soluzioni a questo problema può essere l’uso dell’Augmented Reality, la tecnologia che fa comunicare il mondo analogico con quello digitale. Di seguito riporto due esempi di successo di questa tecnologia applicata ai banner.

Burger King


Per promuovere il proprio burger in offerta ad un dollaro, BK ha creato una semplice quanto efficace applicazione in Augmented Reality. Attivando la webcam del proprio computer su uno spazio banner comprato da BK all’interno di alcuni grandi siti americani, l’utente poteva mostrare una banconota da un dollaro di fronte alla cam ed immediatamente gli appariva un burger in 3D sulla banconota. La banconota faceva quindi da mark vale a dire un oggetto analogico che viene letto da una tecnologia digitale. L’equazione che ne usciva era perfetta: 1$ = 1 panino. Un’esperienza semplice ed interattiva e una informazione interessante da condividere con i propri amici.

AT&T

In occasione dei mondiali di calcio, la compagnia telefonica leader negli Stati Uniti ha creato grazie all’agenzia Zugara un banner game in pop up sul sito sportivo leader americano ESPN in Augmented Reality. Attivando la webcam dell’utente, il banner portava direttamente l’utente all’interno del gioco. Un giocatore virtuale che crossava all’interno del campo da gioco dove a tirare in porta di testa era lo stesso utente attraverso la sua immagine nella webcam. Cinque tiri, nessuna comunicazione o promozione in particolare da parte della compagnia telefonica. Solo una forte crescita di brand awarness da parte dell’utente. Anche questo banner grazie alla novità tecnologica e alla sua interattività sarà sicuramente condiviso dall’utente con la sua rete di contatti.

Conclusioni? Se proprio volete spendere i vostri soldi o quelli dei vostri clienti attraverso dei banner… fateli creativi, interattivi e possibilmente sociali.

Daniele Montemale aka Viralavatar


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