MANO ALLE RETI! Fare Impresa nell’epoca del WEB 2.0

22 02 2010

Sabato 13 febbraio sono stato a Macerata, ad un Workshop sul Web 2.0, organizzato dalla Confartigianato locale e dopo averci pensato un po’ su ho deciso di fare qualche considerazione.


Quando ho ricevuto l’invito, oltre a trovare interessante il titolo “MANO ALLE RETI! Fare Impresa nell’epoca del WEB 2.0” sono stato positivamente colpito dall’abstract: “La rete Internet sta cambiando, si sta personalizzando: social network, wiki, blog, sono solo alcuni esempi di strumenti interattivi, di reti personali, che rappresentano questa nuova modalità d’uso che va sotto il nome di Web 2.0. L’utente della rete è diventato un protagonista attivo, consapevole, in grado cioè di produrre contenuti della rete stessa e di esprimere diffondere giudizi, preferenze, motivazioni, gusti (propri e di una comunità e di condivide) su tutto, anche sui beni ai servizi che il mercato offre. Inevitabilmente cambia quindi il modo con cui le aziende si organizzano, conoscono e si rapportano con clienti e partner. Sono diventate mature inoltre, nuove forme di business nate qualche anno fa proprio grazie alla rete…”

Il primo relatore Luca Eleuteri partner della Casaleggio Associati ha parlato di rete e dell’evoluzione del business attraverso Internet. Nel suo intervento ha presentato la situazione attuale della rete, anche attraverso dati, e le possibilità che essa offre alle imprese dando anche alcune cifre sulla futura evoluzione. L’intervento di primo acchito mi era sembrato un po’ troppo “semplificatorio”, poi si è rivelato assolutamente importante in quanto ha introdotto il tema, ed ha fornito, grazie anche all’autorevolezza del relatore, una base di partenza per tutti gli altri interventi. Aspetto centrale della relazione è stata la necessità da parte dell’impresa di avere una visione chiara di quelli che possono essere i suoi obiettivi quando si approccia al mondo della rete. In particolare sempre più spesso, anche grazie alla crisi, emerge la necessità da parte delle imprese di utilizzare Internet per sviluppare il proprio business, allo stesso tempo però si manifesta anche la difficoltà che esse hanno nel definire correttamente i propri obiettivi influenzate anche dalle elevate aspettative riferite al mondo di Internet. Questo infatti, anche per mia esperienza personale è uno dei principali problemi e anche ostacoli nel confrontarsi con Internet. Spesso si tende a considerare la rete solo come un insieme di siti Web oppure come uno strumento attraverso il quale le persone possono scambiarsi informazioni, in realtà invece la rete attualmente grazie anche alla sua evoluzione legata alla crescita di consapevolezza da parte degli utenti e all’evoluzione degli strumenti disponibili on-line, soprattutto quelli open source, rappresenta sempre più la mappa delle relazioni che legano tra loro le persone e anche le imprese e i clienti. A questo proposito vale la pena di citare esempi abbastanza emblematici come i social network che ormai rappresentano uno dei principali strumenti di comunicazione e di interazione tra le persone. Per non parlare dei blog che consentono agli utenti di diventare produttori di contenuti e di esporre le loro idee e le loro riflessioni a coloro che sono interessati all’argomento condividendo anche le proprie esperienze.

È stato interessante anche l’intervento di Alfredo Celiberti, della società Drop di Civitanova Marche specializzati in design e soluzioni di e-commerce. In questo caso Alfredo riportando la sua esperienza personale ha sottolineato quanto sia importante la volontà da parte della direzione aziendale per portare avanti progetti legati alla rete. Anche esso ha rilevato come principale ostacolo da tendenza da parte delle aziende italiane a considerare la rete come uno strumento ad appannaggio dei tecnici di coloro che in qualche modo hanno a che fare con il mondo informatico. È evidente invece come sia sempre più importante che il management delle imprese si occupi in prima persona di uno strumento così importante e fondamentale anche per lo sviluppo futuro del loro business. Gestire correttamente la propria presenza in Internet richiede infatti una visione strategica e una capacità di rivedere il funzionamento anche dell’impresa intorno alla rete stessa.

A completare il discorso è stato l’intervento di Carlo De Mattia, Architect & Product Designer fondatore di bookrang, il quale ha evidenziato nella sua relazione come i social network possono rappresentare un’opportunità fondamentale per  tutte le imprese e come, citando il libro di Chris Anderson “la coda lunga”, siano una grossa opportunità di business anche per le piccole realtà.

Lucidi intervento De Mattia

È necessario infatti pensare alla rete come una moltitudine di nicchie di mercato che permette di rendere disponibile qualsiasi cosa, ad un prezzo sicuramente più basso della distribuzione tradizionale e che permette di aiutare il potenziale cliente a trovare quello che cerca. È interessante notare che il focus non è il consumatore (soggetto da grandi numeri), ma il cliente (“abitante delle nicchie”), è cioè possibile grazie alla rete instaurare quel rapporto, se non uno a uno, almeno uno a pochi, da molti anni profetizzato dalla teoria economica, ma malamente recepito dalle imprese. Questa è una grossa opportunità anche per l’impresa artigiana moderna, che grazie alla rete può entrare in relazione, a costi contenuti, con l’audience, che capisce ed apprezza quello che fa. Va da se, e qui faccio un’aggiunta personale, che l’impresa in questione deve adottare un approccio al mercato basato sul “marketing dell’ascolto” e della relazione. Anche in questo campo la piccola-media impresa è favorita rispetto alla grande in quanto ha già nel suo dna questi elementi che sono alla base dell’interazione che è alla base del web 2.0.

Il tema, a mio avviso, è come rivedere il tradizionale schema produttore->distributore->consumatore  in uno schema circolare dove realmente tutti i soggetti della catena partecipano attivamente a tutte le fasi di creazione del valore aggiunto e che grazie alla loro interazione raggiungano un risultato superiore alla somma dei singoli contributi. A questo proposito ho fatto una riflessione su come questo modello che potrebbe sembrare irraggiungibile, faccia già parte della nostra quotidianità… l’open source. Grazie a questa rivoluzionaria modalità di produzione del software si è arrivati, partendo da un sistema operativo chiamato LINUX, ad avere strumenti come wordpress (e quindi i blog) e progetti ambiziosi e fondamentali per l’umanità come wikipedia. Stiamo forse veramente andando verso quella che gli economisti definiscono l’economia della conoscenza, intendendo quest’ultima come tutto il sapere, compreso quello “del fare”.


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